
Stucchi, proporzioni, dettagli e memoria definivano gli ambienti prima ancora che il progetto iniziasse. La richiesta del privato nasceva dal desiderio di trasformare un appartamento dal forte carattere storico in una casa attuale, luminosa e profondamente abitabile. Non si trattava di cancellare l’identità originaria degli ambienti, ma di alleggerirla, restituendole una nuova quotidianità.
Il committente immaginava una casa elegante ma non cerimoniosa. E poi una stanza diversa dalle altre: una biblioteca, pensata come luogo personale e raccolto, quasi una pausa dentro la casa.
Abbiamo lavorato cercando un equilibrio tra ciò che meritava di restare e ciò che poteva essere semplificato. Gli ambienti principali sono stati riletti attraverso proporzioni più pulite, arredi essenziali e una distribuzione capace di accompagnare meglio i diversi momenti della giornata.
La biblioteca è diventata uno spazio più intimo, costruito intorno alla lettura, agli oggetti e al tempo lento. Più che trasformare l’appartamento, il progetto ha cercato di far emergere una nuova quotidianità dentro un involucro già ricco di storia.
Da qui nasce un progetto che lavora per sottrazione e armonia: volumi chiari, linee essenziali, materiali naturali e una palette morbida che non invade, ma accompagna. Una casa pensata per essere bella senza apparire costruita, raffinata senza perdere calore.
Il carattere classico della casa rimane sullo sfondo, senza mai diventare tema. Volumi chiari, materiali naturali, linee essenziali e una palette morbida alleggeriscono l’architettura esistente e la portano nel presente.
Il risultato è una casa raffinata ma mai rigida, dove il nuovo non cerca di imitare il passato e il passato non viene trattato come qualcosa da conservare sotto vetro. Una casa che lascia parlare la propria storia, ma in una lingua più contemporanea.